Siamo artefici del nostro futuro,e come barbari mettiamo a fuoco la nostra bellezza.Il rogo doloso di questi giorni ci squarcia l'anima.Ettari di macchia(Finocchiara e Vaglie)sono stati incendiati dai soliti vigliacchi,appiccando il fuoco in più parti,mandando in fumo centinaia di piante di ulivo secolari.Colpiscono proprio la nostra identità,la nostra unicità: la nostra grande bellezza.
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venerdì 26 agosto 2016
giovedì 23 giugno 2016
San Bernardo di Capua Vescovo
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Carinola, 1040 - 1109
In alcuni manoscritti di Capua e di Napoli, si afferma che Bernardo fu
cappellano di Riccardo (1090-1106), figlio di Giordano, principe di
Capua e che per i suoi meriti fu eletto vescovo di Calinulum o Carinula,
oggi Carinola, nella diocesi di Sessa Aurunca. Avrebbe trasferita la
sede episcopale di Forum Claudii (l'odierna Ventaroli) a Calino, dove
sotto Arachi, principe di Benevento, avrebbe trasportato le reliquie di
un s. Martino eremita, dal monte Marsico.
Emblema: Bastone pastorale |
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Il Martirologio Romano ricorda al 12 marzo Bernardo vescovo e confessore, ma il suo nome sarebbe stato aggiunto nel calendario capuano assai tardi. Bernardo è una delle figure più emergenti del secolo XI nella terra di Campania che era sotto il principato della potente città di Capua. Bernardo nacque intorno all’anno 1040, non si sa con precisione dove, in quale città o paese. Per l’amore dimostrato da Bernardo per Carìnola, si ritiene che Egli sia nato proprio a Carìnola da nobile e rispettabile famiglia. Di progenie onesta e praticante, Bernardo ricevette già in famiglia educazione, fede e istruzione culturale. Ma per completare una formazione umana e sociale più distinta e per avviarlo agli studi umanistici superiori, Bernardo fu inviato dai genitori all’Abbazia di Montecassino, allora governata dalla saggezza e santità dell’Abate Desiderio, che fu poi Papa col nome di Vittore III. Bernardo si distinse per vivida intelligenza, illibatezza di costumi, per impegno di studio.Furono suoi amici ed emuli nella santità e nello studio Ildebrando di Soana, che fu poi Papa col nome di Gregorio VII, predecessore di Vittore III, e San Pier Damiani, cardinale poi dottore della Chiesa. Bernardo trascorse vari anni a Montecassino,e completò i suoi studi con la ordinazione sacerdotale. Il Papa Alessandro II aveva di poco nominato principe di Capua Giordano, e questi scelse come suo Consigliere e Cappellano di corte il nostro Bernardo, ritornato da poco a Carinola. Il Principe normanno di Capua “lo chiamò a sé,per Coadiutore e Consigliere; si era nel 1080, anno in cui subentrato al padre nel principato si riaccostò al papato pur se per breve periodo, in quanto nel 1082 passò al partito imperiale. La coincidenza dell’anno e delle circostanze prova che il principe normanno aveva buone relazioni con i Benedettini di Montecassino che probabilmente non furono estranei al suo ravvicinamento col Papa Gregorio VII La figura di Bernardo alla corte di Capua è quella di un personaggio riverito e rispettato.Nulla si trattava in corte, nessuna decisione veniva presa se prima non si ascoltava il parere del Cappellano e Consigliere Bernardo, che sempre si distingueva per la sua umiltà e dolcezza: “Nihil tracteret vel ageret ut prius Sacri Consilium non haberet” Morto il Vescovo Giovanni nel 1086 e rimasta vacante la sede vescovile, clero e popolo si consultano per designare il successore, come era uso allora. La scelta è scontata ed unanime, e cade sul nome di Bernardo, un sacerdote del clero locale e diocesano, un carinolese, da tutti conosciuto e stimato. La designazione di Bernardo a Vescovo della Diocesi non stupisce nessuno: Bernardo non ha avuto e non ha concorrenti, e clero e popolo si stringono intorno a Lui. La notizia della scelta di Bernardo a Vescovo fu accolta a Roma come voce del cielo e il nuovo Papa Vittore III – già abate di Montecassino - eletto da poco non solo ratificò e rese valida, con la sua autorità, la designazione di Bernardo a Vescovo, ma con gesto di rinnovata e paterna bontà, il Papa decise di andare di persona a Capua per consacrare il Vescovo Bernardo. Il 21 marzo 1087 il Papa Vittore III consacrò Bernardo, che aveva circa 47 anni; fecero corona al Papa i Vescovi della zona convenuti a Capua per questa eccezionale solenne cerimonia papale. Il Papa infuse nell’animo e nel cuore del novello Pastore un rinnovato spirito di zelo e fervore apostolico. Abbracciò il suo antico discepolo, divenuto ora Vescovo della Chiesa di Dio. Bernardo Vescovo salutò le rappresentanze diocesane, ma prima di prendere possesso della Sede Vescovile, si recò a Roma per ringraziare ancora il Papa Vittore III, per apporre la sua firma autografa nel Registro dei Vescovi, conservato nell’Archivio Segreto Vaticano. Ricevette il sigillo vescovile, lo stemma, e pagò per la bolla di nomina la somma ridotta di soli 20 ducati, trattandosi di una Diocesi povera. Il Faro benedettino di Montecassino diffonderà, così, sempre più intensamente la sua luce nella piana carinolese, facendo rivolgere gli sguardi al nostro santo – benedettino cassinese e confratello di Desiderio poi Vittore III – “per unanime consenso, poiché egli era riconosciuto come l’uomo più idoneo al ministero pastorale per dottrina, saggezza e moralità”. Se nel giro di pochi mesi il Papa neoeletto non fosse stato chiamato all’eterna gloria, certamente il Papa voleva accanto a sé il santo vescovo Bernardo perché nel disegno di Dio era scritto che il Pontefice nel Regno Celeste doveva essere accolto quale il Beato Vittore III. La prima preoccupazione del nuovo Vescovo fu quella di costruire una nuova sede vescovile a Carinola “nella Città collocata in un sito molto sicuro”. La Diocesi si estendeva all’agro carinolese che comprendeva “i relativi Casali e Villaggi ”. Col nuovo Vescovado –un prezioso monumento di stile romanico a cinque navate - S. Bernardo costruì il Palazzo Vescovile. “Egli con grande fede e zelo, si accinge alla costruzione del tempio e delle abitazioni necessarie in honorem sanctae et intemeratae Virginis Mariae et B. Ioannis Baptistae fabricavit Ecclesiam et domos competentes, in quibus Episcopus cum suis clericis habitarent” (Acta). La secnda sua opera, la Translazione nel 1095 di S. Martino Penitente, doveva affidare al popolo carinolese la pienezza del Suo santo pensiero: la translazione doveva significare la conferma della sacralità cristiana del tempio, prima ancora della consacrazione della Cattedrale doveva consolidare concretamente il legame storico-religioso tra la cattolicità di Carinola e l’insegnamento di S. Benedetto di Montecassino, dando più degna sepoltura ai Resti del Santo monaco benedettino eremita, e proclamando S.Martino Penitente Patrono di Carinola. Nell’anno 1100 Bernardo si recò a Roma dal Papa Pasquale II (1089-1109) che si degnò di venire di persona a consacrare la nuova Cattedrale. S. Bernardo, senza dubbio, ha esercitato con chiarezza, tatto e fermezza la sua funzione di ambasciatore di Cristo, ed è stato un dispensatore meraviglioso e munifico dei misteri di Dio, prima tra il suo popolo a Carinola, e poi nella Corte di Capua. Egli svolse un apostolato nuovo in un tempo di restaurazione. E curò anche la riforma del clero del tempo, ammaestrando e richiamando, istruendo e incitando i buoni sacerdoti col suo esempio e la sua parola. S. Fu Santo autentico, generoso, donatore di santità. Andando per le campagne, cavalcando un asinello, a chiedere oboli per la costruzione della Cattedrale, profittava dell’occasione per incontrare e conoscere i componenti delle famiglie. La sua povertà ed umiltà terrena divennero ricchezza davanti a Dio: perciò ricco di meriti, di lodi e di gloria entra nei cieli. Così quando il Signore invitò il Suo Servo fedele a entrare nella gloria, Bernardo si presentò al Suo Signore con umiltà, fiducioso di incontrare il Dio dell’Amore e della Bontà. Onusto di buone opere, benedetto dai suoi fedeli di Carinola, S. Bernardo volò al cielo il 12 marzo 1109. E fu sepolto nella Sua Cattedrale, in quanto il conte Gionata e la famiglia,che avevano preparato per sé un sarcofago di marmo, scolpito da antichi romani e reperito in qualche villa dei dintorni, offrirono al loro Padre e Maestro questo sontuoso sarcofago romano, nel quale furono deposte e tuttora si venerano le spoglie di S. Bernardo, poi proclamato “Compatrono” di Carinola. Autore: Giovanni Iannettone
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giovedì 9 giugno 2016
Il ritorno delle 15 Statuette Maiolicate.
Il ritorno a Carinola delle 15 statuette di ceramica invetriate che nel 1558 furono collocate dal Vescovo Bartolomeo Capranica sulla facciata della chiesa,tra i due cornicioni e tolte negli anni '60 dalla Soprintendenza di Napoli per ragioni di sicurezza e custodite nei locali della Reggia di Caserta dal 1986.
Grazie ad un comitato spontaneo di fedeli di Carinola,sono stati raccolti fondi con i quali sono state allestite due idonee sale nei locali dell'ex Seminario dove appunto è stato istituito il Museo della Cattedrale intitolato allo storico notaio Luca Menna morto nel 1854 e seppellito nella Chiesa dell'Ave Gratia Plena meglio nota come Chiesa dell'Annunziata.
Secondo alcuni si tratta di manufatti del periodo Aragonese,secondo altri potrebbero essere di epoca ancora più antecedente.
Si tratta comunque di manufatti unici e preziosi che rappresenterebbero le 4 Virtù Cardinali (Prudenza-Fortezza-Temperanza-Giustizia) le 3 Virtù Teologali (Fede-Speranza-Carità)
Le restanti potrebbero rappresentare gli opposti delle Virtù (i Vizi) o secondo altri alcune Sibille.
Il ritorno a Carinola delle 15 statuette di ceramica invetriate che nel 1558 furono collocate dal Vescovo Bartolomeo Capranica sulla facciata della chiesa,tra i due cornicioni e tolte negli anni '60 dalla Soprintendenza di Napoli per ragioni di sicurezza e custodite nei locali della Reggia di Caserta dal 1986.
Grazie ad un comitato spontaneo di fedeli di Carinola,sono stati raccolti fondi con i quali sono state allestite due idonee sale nei locali dell'ex Seminario dove appunto è stato istituito il Museo della Cattedrale intitolato allo storico notaio Luca Menna morto nel 1854 e seppellito nella Chiesa dell'Ave Gratia Plena meglio nota come Chiesa dell'Annunziata.
Secondo alcuni si tratta di manufatti del periodo Aragonese,secondo altri potrebbero essere di epoca ancora più antecedente.
Si tratta comunque di manufatti unici e preziosi che rappresenterebbero le 4 Virtù Cardinali (Prudenza-Fortezza-Temperanza-Giustizia) le 3 Virtù Teologali (Fede-Speranza-Carità)
Le restanti potrebbero rappresentare gli opposti delle Virtù (i Vizi) o secondo altri alcune Sibille.
martedì 17 maggio 2016
Santuario della Grancelsa
Situata in felice posizione ambientale, a mezza costa di un contrafforte del monte Massico, la piccola chiesa di santa Maria della Grancelsa è facilmente raggiungibile dal centro di Casanova, piccolo borgo del comune di Carinola
Situata in felice posizione ambientale, a mezza costa di un contrafforte del monte Massico, la piccola chiesa di santa Maria della Grancelsa è facilmente raggiungibile dal centro di Casanova, piccolo borgo del comune di Carinola
Questo interessante edificio può essere inquadrato nell’ambito
di un fenomeno molto diffuso in epoca tardo-romana e alto-medievale: quello
della riutilizzazione di struttura architettoniche preesistenti, di solito
ville romane, che in relazione alle mutate vicende storiche e sociali, vedevano
mutare la loro funzione. Rientrante, pertanto, in una siffatta tipologia,
l’attuale struttura di modeste dimensioni, sorge, probabilmente, sui resti di
una villa romana molto più estesa.
In base ai pochi e frammentari dati di cui si dispone, si sa
che l’edificio, in quanto struttura religiosa, dipendeva, fin dall’XI secolo,
dall’Abbazia di san Vincenzo al Volturno, il che ne confermerebbe l’adesione
alla regola benedettina, e la sua originaria destinazione a monastero.
L’attuale struttura è quella di una piccola cappella, munita
di una cisterna e pochi altri spazi, eretta dai fedeli a Santuario. E’ da
rilevare, al suo interno, al di sotto di un recente dipinto, la presenza di una
affresco molto più antico, di cui tuttavia, non si conosce molto.
Chiusa
per gran parte dell’anno, viene aperta in occasione delle celebrazioni per la
festa della Madonna della Grancelsa, a cui il santuario è dedicato
FONTE: Carinola tra storia ed immagini
lunedì 16 maggio 2016
Infiorata 2016
Le “infiorate” sono tappeti artistici di fiori e foglie realizzati soprattutto per la festività delCorpus Domini, ma non solo, nel caso specifico, siamo a Casanova, un borgo del comune di Carinola e l’occasione è fissata per la terza domenica di maggio, quando la statua della Madonna della Grancelsa viene portata in processione dalla chiesa parrocchiale al santuario della Grancelsa sulla collina retrostante il piccolo borgo. La notte che precede la
domenica dell'Infiorata non si dorme nel piccolo centro, fino al mattino
presto, tutti i cittadini, grandi e piccoli, sono sulla strada
della Grancelsa a colorare i mosaici ed i quadri, fino a comporre un
grande tappeto per tutta la lunghezza della strada; i petali, le infiorescenze,
le foglie, i semi, i frutti essiccati, i fondi del caffè, precedentemente
smembrati, poi lasciati a riposare nel buio umido di grotte e cantine si
riconpongono alla luce del sole per prendere nuove forme.
Le “infiorate” sono tappeti artistici di fiori e foglie realizzati soprattutto per la festività delCorpus Domini, ma non solo, nel caso specifico, siamo a Casanova, un borgo del comune di Carinola e l’occasione è fissata per la terza domenica di maggio, quando la statua della Madonna della Grancelsa viene portata in processione dalla chiesa parrocchiale al santuario della Grancelsa sulla collina retrostante il piccolo borgo.
Le infiorate sono
realizzate spontaneamente componendo fiori e foglie sul percorso della
processione religiosa; caricati, attraverso il contatto con il sacro, di una
forza salvifica, in alcuni paesi, dopo la festa i fiori vengono buttati nei
campi come benedizione per un buon raccolto e protezione dalla grandine.
giovedì 10 dicembre 2015
La chiesda dell'Annunziata di Carinola fu fatta costruire dalla dinastia Angioina fra il 1315 e il 1340 per volere della regina Sancia di Maiorca e del re Roberto I d'Angiò detto il Saggio.Nel mese di giugno del 1313 Roberto d'Angiò fa delle donazioni alla pia moglie Sancia tra cui anche il nostro territorio.A Carinola Sancia resta affascinata dal Convento di S.Francesco per cui vuole che la erigenda Chiesa Dell'Annunziata sia quanto più possibile simile a quella del Convento e questo spiega perchè le due Chiese sono molto simili stilisticamente ed architettonicamente.La chiesa dell'Annunziata di Carinola nasce dunque come una chiesa Francescana perchè devoti all'ordine Francescano erano i suoi committenti.Rispetto ad altre chiese dell'Ave Gratia Plena che in quel periodo vengono erette nel Regno,quella di Carinola,assume la dimensione di una e propria cittadella monastica che ingloba il vicino ospizio-convento della Maddalena dove erano destinate le giovani donne che avevano avuto dei problemi molte delle quali poi si ravvedevano e prendevano i voti............
giovedì 8 ottobre 2015
"FORUM POPILII:LA PERLA DELL'AGER FALERNUS"
Le antiche vestigia della città romana di Forum Popili,situata nell'agro Falerno nelle immediate vicinanze di Carinola,sono state riportate recentemente(luglio 2009)all'attenzione degli studiosi da una campagna di scavo sponsorizzata dal comune di Carinola.Sono state riportate alla luce il battistero dell'antica cattedrale della città,testimoniando così che quelle che una volta erano solo delle supposizioni,le porte della città.l'anfiteatro e la cattedrale,sono invece una realtà.
Le antiche vestigia della città romana di Forum Popili,situata nell'agro Falerno nelle immediate vicinanze di Carinola,sono state riportate recentemente(luglio 2009)all'attenzione degli studiosi da una campagna di scavo sponsorizzata dal comune di Carinola.Sono state riportate alla luce il battistero dell'antica cattedrale della città,testimoniando così che quelle che una volta erano solo delle supposizioni,le porte della città.l'anfiteatro e la cattedrale,sono invece una realtà.
L'antica città di Forum Popili è ricordata sia dagli storici e geografi greci sia da quelli romani,Dionigi d'Alicarnasso(60 c.a-7 a.C)autore delle ANTICHITA' ROMANE ,dove racconta della storia di Roma dalle origini fino all'inizio della prima guerra punica,la inserisce nell'elenco di tutte le città romane poste nella piana del fiume Volturno.
lunedì 16 febbraio 2015
martedì 23 dicembre 2014
venerdì 7 giugno 2013
IL Castello
Nella parte settentrionale dell'attuale abitato di Carinola,nel punto più elevato del territorio,ai margini dell'antica struttura urbanistica,si incontrano i ruderi del castello,tra i quali,ancora imponente,si leva la grande mole del maschio.L'edificio risale,molto probabilmente,all'epoca normanna(a tal proposito,alcune fonti riportano la data del 1134 ed attribuiscono al conte Riccardo di Carinola la committenza dell'opera).Certamente fu riparato in periodo angioino e ristrutturato in era aragonese con l'ausilio di maestranze catalane.Sorto probabilmente su di una struttura difensiva fortificata di epoca longobarda,questo imponente edificio doveva giustapporsi,in quanto polo militare e civile,simbolo del potere politico,al polo religioso,già esistente all'estremità opposta del borgo,ed articolatisi intorno alla chiesa cattedrale.In un primo momento,pare che venisse aggiunto,alle torri angolari preesistenti,un "cammino di ronda",interrotto da passaggi vincolati,per isolare quelle parti di cui i nemici potevano impadronirsi;quindi si procedette all'edificazione del"maschio"(torre di pietra che serviva da estrema difesa qualora i nemici fossero riusciti a penetrare nella cinta muraria).Di forma quadrangolare,esso era destinato ad ospitare le sentinelle,poiché era la torre più alta,più poderosa,più solida,sicché è sopravvissuto alle vicende belliche e catastrofi naturali.......
(cit.Carinola tra storia e immagini)
giovedì 28 marzo 2013
venerdì 15 marzo 2013
Chiesa Dell'Annunziata.
"La piccola chiesa dell'Annunziata,o dell'A.G.P.(Ave Grazia Plena),è situata in posizione decentrata rispetto all'abitato,nella parte orientale del paese,al di là dell'antico fossato;risale,con ogni probabilità,alla seconda metà del XV secolo.Essa costituisce una delle rare testimonianze di fabbrica religiosa,ancora esistente in Carinola,concepita e realizzata interamente in epoca rinascimentale.............L'edificio,con struttura portante in pietra di tufo e copertura a due falde con capriate in legno a vista,ripropone l' impianto ad aula,con un
monumentale arco trionfale a sesto ribassato,sostenuto da pilastri polistili,conclusa con un 'abside quadrata coperta con volta a crociera:da quest'ultima,a destra,si accede alla sacrestia,coperta anch'essa con volta a crociera.Nelle parete laterali laterali dell'unica navata,si aprono pseudo-cappelle con archi ogivali poggianti su piedritti polistili,in cui i capitelli presentano motivi vegetali.Lungo il fianco sinistro,comunicante con la chiesa,si sviluppa un piccolo edificio,costruito presumibilmente sull'area di un preesistente ospedale ospedale ed oggi,adibito a sede della congregazione dell'Immacolata Concezione.Esso è formato da due ambienti:il primo coperto con volta a crociera,il secondo con volta a botte lunettata.La facciata che appare rimaneggiata rispetto al suo disegno originario,presenta un portale rinascimentale in pietra,sormontato da un arco a sesto rialzato,con lunetta affrescata del XV secolo;tale portale,a conferma dei successivi rimaneggiamenti,si presenta non in asse con il sovrastante rosone.A sinistra,un secondo portale,caratterizzato da un arco a sesto acuto,dà l'accesso ai due ambienti adibiti a sede della congregazione; mentre a destra,la facciata,è chiusa da un campanile maiolicato(la cui costruzione,probabilmente dopo il 1552,si deve a Luigi Carafa principe di Stigliano e feudatario della città),nonché da un piccolo ambiente che sporge dal campanile(i cui muri rimaneggiati fanno ipotizzare che sia stato all'origine una porta di accesso all'abitato poi ampliata per destinarla a cappella).All'interno della chiesa,nella parte absidale e lungo le pareti dell'unica navata,si trovano numerosi brani di affresco,risalenti,per lo più,al Cinquecento..........."(Carinola tra storia e immagini)
monumentale arco trionfale a sesto ribassato,sostenuto da pilastri polistili,conclusa con un 'abside quadrata coperta con volta a crociera:da quest'ultima,a destra,si accede alla sacrestia,coperta anch'essa con volta a crociera.Nelle parete laterali laterali dell'unica navata,si aprono pseudo-cappelle con archi ogivali poggianti su piedritti polistili,in cui i capitelli presentano motivi vegetali.Lungo il fianco sinistro,comunicante con la chiesa,si sviluppa un piccolo edificio,costruito presumibilmente sull'area di un preesistente ospedale ospedale ed oggi,adibito a sede della congregazione dell'Immacolata Concezione.Esso è formato da due ambienti:il primo coperto con volta a crociera,il secondo con volta a botte lunettata.La facciata che appare rimaneggiata rispetto al suo disegno originario,presenta un portale rinascimentale in pietra,sormontato da un arco a sesto rialzato,con lunetta affrescata del XV secolo;tale portale,a conferma dei successivi rimaneggiamenti,si presenta non in asse con il sovrastante rosone.A sinistra,un secondo portale,caratterizzato da un arco a sesto acuto,dà l'accesso ai due ambienti adibiti a sede della congregazione; mentre a destra,la facciata,è chiusa da un campanile maiolicato(la cui costruzione,probabilmente dopo il 1552,si deve a Luigi Carafa principe di Stigliano e feudatario della città),nonché da un piccolo ambiente che sporge dal campanile(i cui muri rimaneggiati fanno ipotizzare che sia stato all'origine una porta di accesso all'abitato poi ampliata per destinarla a cappella).All'interno della chiesa,nella parte absidale e lungo le pareti dell'unica navata,si trovano numerosi brani di affresco,risalenti,per lo più,al Cinquecento..........."(Carinola tra storia e immagini)
giovedì 7 marzo 2013
Mons.Francesco Macarone Palmieri
Mons.Macarone-Palmieri,l'unico vescovo che ha ricevuto l'Apparizione della Madonna Addolorata,nacque a Carinola il 09 Febbraio 1817.A 23 anni venne ordinato sacerdote e dopo un fecondo apostolato fu nominato parroco di Nocelleto e successivamente canonico penitenziere della ex cattedrale.
Dopo molti anni avendo svolto il suo ministero con impegno e zelo fu promosso arcidiacono,Capo dei canonici di Carinola.
Nominato vescovo coadiutore di Termoli,il 28 Febbraio 1879 fu trasferito nella città di Bojano dove si adoperò molto in virtù della sua preparazione intellettuale,dogmatica e morale per le vocazioni sacerdotali.
Per rendere più preparato il clero alla sua missione,nel 1881 istituì l'Opera Vocazioni Ecclesiastiche e diede notevole impulso al seminario;notevole fu anche la sua attenzione ai poveri e ai bisognosi della diocesi.
Durante il suo mandato di vescovo,il 22 Marzo 1888,si trovò coinvolto nell'Apparizione di Castelpetroso.
Il 26 Settembre 1888,personalmente,M.Macarone si reca sul posto e come si evince dalla relazione del 17 febbraio 1889 della Curia Arcivescovile di Campobasso,lui stesso attesta di aver visto per ben tre volte la Vergine Benedetta con sette spade nel petto e un velo trasparente sul capo.
Dopo il verificarsi delle prime apparizioni,il Vescovo stesso attesta la presenza di una fonte miracolosa che subito opera miracoli e guarigioni anche strepitose.La madonna si è servita dell'acqua di questa fonte per rivelare la sua mediazione potente di grazia,premiando la fede dei numerosi pellegrini con miracoli ottenuti bevendo l'acqua o applicandola sulle piaghe o sulle ferite.
Il vescovo subito viene informato della prima guarigione avvenuta ad un giovinetto affetto da tubercolosi ossea che,insieme al padre il conte Acquaderni da Bologna giunge a Castelpetroso spinto da una fede forte e profonda.Il giovane bevendo l'acqua della sorgente,viene miracolosamente guarito.Il conte entusiasta del miracolo subito aiutato e incoraggiato dal vescovo Macarone il 26 Settembre 1890 pose la prima pietra per la costruzione di un Santuario come inno di lode e ringraziamento a Dio e alla Vergine Benedetta.
Il vescovo Macarone non ha visto completato questo tempio,egli morì il 22 febbraio 1897.
mercoledì 6 marzo 2013
DATI DEMOGRAFICI
Dati Demografici -Comune di Carinola-Anno 2012
Nel nostro Comune,nel corso del 2012 sono nati 76 bambini ( 4 all'estero).
Sono morte 101 persone (2 detenuti).
Ci sono stati 75 matrimoni (16 sposi non residenti).
Il "saldo naturale" dato dalla differenza tra nati e morti risulta negativo,pari a -25 unità.
Nel nostro Comune,nel corso del 2012 sono nati 76 bambini ( 4 all'estero).
Sono morte 101 persone (2 detenuti).
Ci sono stati 75 matrimoni (16 sposi non residenti).
Il "saldo naturale" dato dalla differenza tra nati e morti risulta negativo,pari a -25 unità.
Carinola-Video
i nostri luoghi sono di una bellezza tale da rapire l'animo del viaggiatore,che rimarrà piacevolmente
sorpreso e affascinato dalle meraviglie artistiche.
La nostra vera speranza deve fondersi su qualcosa che solo noi possediamo: la storia,l'arte,
il paesaggio,i prodotti tipici.
lunedì 4 marzo 2013
Cenni di Storia
"Situata in Provincia di Caserta alle radici del Monte Massico vicino al Falerno,in prossimità di Sessa,con fertile territorio e otto Casali di grandezza non inferiori alla città,che sorge a 74 metri sul livello del mare.Per la sua stessa configurazione geografica,che ne ha favorito l'insediamento in età medievale e delimitato poi lo sviluppo,questa cittadina della provincia di Terra di Lavoro ha mantenuto pressoché intatto,nonostante le smagliature prodotte dall'ultimo conflitto bellico,il suo tessuto planovolumetrico,organismo che si è venuto configurando sulla sommità dell'altura nettamente emergente dall'ampia distesa circostante in cui scorrono quasi tracciandone i confini,i rii Pozzano e Malerba.Tali condizioni naturali, ottime alla difesa,hanno favorito l'insediamento feudale del borgo,difeso da robusta murazione che in parte a scarpa ed in parte a strapiombo,presente su quasi tutti i versanti,configura oggi Carinola nei suoi immutati confini.Tale peculiarità di città fortificata,è riprodotta nella pianta del Rizzi Zannoni,redatta sullo scorcio del Settecento,in essa ammiriamo che il capoluogo emerge dal territorio pertinente suddiviso,all'ora,nei casali di:Casanova,Nocelleto,Falciano (successivamente staccatosi dal territorio ed attualmente Comune autonomo)Casale,Ventaroli,e dei villaggi di S.Donato,Santa Croce,S.Aniello,S.Ruosi e S.Bartolomeo.
Un indagine sulle preesistenze architettoniche e sul tessuto edilizio porta a riconoscere che la città si andò formando intorno al 1095 su preesistenti fabbriche religiose e successivamente,intorno al 1272, le mura della città furono riparate in tutte le loro parti,dagli uomini del luogo e dei casali,ed ulteriormente ampliate e rafforzate durante la dominazione della monarchia catalano-aragonese(di cui ancora oggi visibili reperti d'arte Catalana)come Palazzo Novelli e Palazzo Marzano.
La storia del territorio del Comune di Carinola ha comunque un percorso assai più lungo nel tempo,dato che probabilmente Foro Claudio(fondata da antichissime popolazioni osco-sabelliche)fu assoggettata dai romani già nel 340 a.C.e che la Tribù Falernina (che darà il nome all'Agro Falerno )fu istituita nell'anno di Roma 435(318 a.C.)"
Architettura Catalana
L'architettura Catalana: rarissimi alcuni angoli del borgo e certi scorci degli splendidi palazzi Marzano e Petrucci del XV secolo.Difficile trovare altrove in Italia tali meraviglie artistiche,tali eleganze,tali raffinatezze,tale inventiva plastica nelle finestre,nei portali,negli scaloni.Sono queste le eredità più gradite della dominazione della monarchia catalano-aragonese.Attualmente il Palazzo Petrucci è stato oggetto di una straordinaria opera di restauro e recupero funzionale con fondi CEE.
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